Il valore delle cose

Il valore delle cose

Ci è mai capitato di arrabbiarci con nostro figlio perché sembra non capire il valore delle cose? E non c’è verso… è una vera impresa spiegargli che gli oggetti non si devono rovinare.

Non parliamo degli sprechi!

“Non lasciare il rubinetto aperto!”  “Spegni la luce quando esci dalla stanza!”…

Sembrano  indicazioni tanto semplici, ma è evidente che sbagliamo il modo di presentarli a lui.

Quando premo l’interruttore della luce, mi ricordo subito che il mese scorso mi sono messa le mani nei capelli leggendo l’importo dell’ultima bolletta dell’energia elettrica: questo unico elemento mi fa ricordare che ne devo fare un uso parsimonioso.

A niente servirà però portarlo come esempio a mio figlio, perché lui non possiede ancora gli elementi per comprendere questo concetto, non avendo a che fare con conti e spese.

Dirgli che “costa” non servirà a molto se non a insegnargli a dare ancora più importanza ai soldi, invece che al rispetto per le cose!

Ai bambini bisogna spiegarsi usando un linguaggio che possano comprendere.

Per il nostro cucciolo sarà più facile ricordare di spegnere la luce, se conoscerà il tragitto che ha fatto per arrivare all’interruttore, l’impegno di tutte le persone che stanno lavorando per dargli questa possibilità, dalla centrale elettrica all’elettricista che ha curato l’impianto.

Lo stesso vale per l’acqua, bene ancor più prezioso!

Per bambini intendo ora quelli in età scolare (dai 6 ai 13 anni): ai più piccoli verrà raccontato come una favola, ai più grandi con dati più tecnici, ma sono certa che pure questi ultimi saranno incuriositi ed interessati alle nostre spiegazioni.

Facendo così, otterremo più risultati:

  • sarà così più facile che ubbidiscano alle nostre raccomandazioni (e magari lo faranno pure senza riceverle!),
  • daremo loro un altro esempio circa la connessione tra noi ed il tutto, facendo osservare loro quante persone si stiano singolarmente impegnando per un obiettivo comune, e soprattutto…
  • impareranno a non criticare e giudicare a priori qualcuno o qualcosa, difetto comune tra gli uomini e le donne di questa nostra epoca.

Perché dico ciò?

Si punta spesso il dito verso qualcuno perché ci appare strano o diverso dagli schemi classici e i bambini naturalmente scimmiottano questo brutto atteggiamento.

Conoscendo i fatti spesso ci si ricrede. Bene.

Quando al bambino faremo comprendere l’impegno, l’amore, lo studio e la fatica di tante persone che giornalmente operano dietro al semplice gesto di  accendere e spegnere quell’interruttore ed aprire e chiudere quel rubinetto, è ben facile che nella sua semplicità capisca che tutto scontato non è…!

E molto probabilmente imparerà che dietro ad ogni cosa ce ne sono molte e molte altre, soprattutto dietro alle persone!

 

Non giudicare il tuo vicino

finché non avrai camminato

per due ore nelle sue scarpe.

 (anonimo)

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