Per i nostri figli

Per i nostri figli

Ai nostri ragazzi viene giustamente insegnato quanto sia importante studiare, laurearsi, trovare un lavoro, “diventare qualcuno”.

Ancora più importante è però spiegare loro cosa sia la vita, quali strumenti servano per affrontarla, cosa verrà loro chiesto nel corso degli anni.

Per fare scelte consapevoli, a misura della propria persona, bisogna aiutarli a capire chi sono, soprattutto per far loro comprendere quali siano i propri bisogni e cosa possano a loro volta dare, conoscere i  propri pregi e difetti e come gestirli nella vita.

Da adulti lo abbiamo ben imparato, sull’esperienza delle nostre scottature, che ci hanno fatto fare chissà quante e quali cadute.

Non è giusto però imporre la nostra esperienza e conoscenza affinché non facciano i nostri errori; quella è stata la nostra storia, non la loro.

E’ vitale e costruttivo che ne facciano di propri, che è poi l’unico modo per capire quale scelta fare la volta successiva.

E’ importante invece che siano provvisti del necessario per affrontare le difficoltà ed i piaceri che incontreranno .Autostima con umiltà, spirito di osservazione ed elasticità mentale, essere se stessi.

Purtroppo strumenti potenti quali il commercio ed i media tendono a uniformare e compattare la gente (la parola “gente” che non mi è mai piaciuta, preferisco usare il termine “persone”), con offerte allettanti che crediamo di aver liberamente scelto.

Le persone sono ben altro!

Se cambi percorso, se sei fuori dal coro, se tanto così sei originale nelle scelte e pensieri, vieni visto come un alieno, uno “sfigato”.

E’ tristemente logico che accada… le persone sono schiave di schemi costruiti per il bene di pochi e spesso non se ne accorgono neppure e puntano invece il dito contro chi vuole vivere libero di pensare a modo suo.

E così, per citarne uno molto grave ed attuale, abbiamo sotto gli occhi quell’orribile fenomeno che è il bullismo, tra i nostri giovani.

Da dove credevate provenisse?

Non è però solo frutto di condizionamenti esterni, ma di un assorbimento di messaggi che pure noi adulti trasmettiamo loro.

Se impreco (e l’imprecazione non mi da mai ragione) contro ogni manovra che fanno gli autisti che si trovano davanti a me quando, con il ragazzino a bordo, uso la macchina…?

Se discutendo a tavola, a pranzo o cena con i ragazzi seduti accanto a mamma e papà, di quanto è stupido il collega o di ogni magagna accadutami “sicuramente ingiustamente” durante la giornata…?

Se invece di godermi una bella gita con i miei cari, brontolo del mondo intero con chiunque mi sia accanto, dichiarando che solo io so fare bene le cose….?

Cosa posso insegnare a mio figlio….?

Oltre a trasmettergli messaggi molto negativi, temo che pure lui sarà bersaglio delle nostre critiche, facendolo così sentire inadeguato e insicuro, caratteristiche che lo renderanno a sua volta prepotente e aggressivo con i coetanei e gli stessi adulti.

Per prima cosa dobbiamo cambiare il nostro atteggiamento.

Non ci sono scuse.

Non cambieremo il mondo, i fattori esterni resisteranno a lungo, ma nostro figlio avrà accanto un esempio di un certo tipo, ed il seme che si è piantato in lui pian piano crescerà…

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